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Partito Socialista sezione di Villasor

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Il mio discorso in Aula sul caso Saatchi - di Raimondo Ibba

psvillasor | 01 Dicembre, 2008 23:39

Il discorso di RAIMONDO IBBA  sul caso SaatchiI N AULA DEL CONSIGLIO REGIONALE 

  

Nella discussione che oggi affrontiamo in quest’Aula si devono distinguere tre aspetti:

  

- l’obiettivo che la delibera del dicembre 2005 e il bando di gara dell’agosto 2006 si proponevano; i relativi costi e i corrispettivi servizi;

 

- le procedure adottate dalla comunicazione e la sua legittimità formale e sostanziale;

 

- l’aspetto politico e le ricadute di questo dibattito, anche alla luce del fatto che la comunicazione d’inchiesta è stato uno strumento trasparente che ha permesso la conoscenza degli atti e che esprime la volontà di non volersi sottrarre ad un confronto e al controllo di quest’Aula.

 

Partirò da quest’ultimo aspetto, quello politico di questo dibattito. A me pare che l’eccesso di opportunità che il centrodestra dimostra sempre – su questo come su qualunque altro problema – sia più legato all’affermazione della sua strategia demolitiva per qualunque iniziativa provenga dalla maggioranza, invece che alla distaccata capacità di critica che ben più utile sarebbe alla Sardegna e ben più ficcante verso il centrosinistra.

 

 Ma questa strategia è di fatto pregiudiziale e scontata perché esprime la silenziosa intenzione di screditare, sempre e comunque, l’azione di questo Governo regionale per conquistare consensi elettorali anche se ciò comporta danno per la Sardegna.

 

Per quanto riguarda il primo e il secondo aspetto mi sarei aspettato, infatti, interventi tesi a contrastare il fine dell’iniziativa pubblicitaria, la sua modalità di attuazione, la dimostrazione che, così come si intende diffondere e rappresentare l’immagine della Sardegna nel mondo è un modo sbagliato o almeno ce ne può essere uno migliore.

 

Mi sarei aspettato che anche attraverso semplici calcoli aritmetici e banali confronti con quanto già accade in altre nazioni e in altre regioni del mondo – Grecia ed Egitto ad esempio, se parliamo di nazioni; Sicilia e Croazia se parliamo di regioni – si fosse dimostrato che la somma finale complessiva stanziata per fare tutto ciò che si pensava di fare in quelle forme e in quei siti fosse una cifra esagerata.

 

Invece niente di tutto questo, perché probabilmente il contenuto finale è altamente conveniente per la nostra Regione sia intermini di costi che di probabili consensi.

 

D’altronde noi abbiamo sempre pensato di offrire al mondo l’immagine della Sardegna non solo come Regione d’Italia, ma come regione e Nazione d’Europa, perché i confronti e le analogie che facciamo le facciamo confrontando il nostro ruolo e la nostra dimensione con la Spagna, la Grecia e il Marocco. In tale contesto trova spiegazione e giustificazione una somma bilanciata che appare eccessiva solo perché riunisce in un progetto unitario tutte le frantumate voci di spesa che prima erano divise in mille rivoli che facevano perdere la dimensione globale.

 

Mi sarei aspettato critiche e osservazioni su questi aspetti e il fatto che non ci siano state mi fa pensare alla solita stantia aggressione verso qualunque cosa faccia il Presidente della Regione. Parlo del Presidente come ruolo istituzionale, non del caso specifico del Presidente Soru, del quale comunque, non piace il piglio di efficacia e di rapidità operativa, non piace il fatto il fatto che usi la concentrazione di capacità decisionale di cui è detentore. È questa che noi mettiamo in discussione e che voi non avete intenzione di mettere in discussione, perché il sistema che gli conferisce tale eccesso decisionale fa comodo a tutti i partiti maggiori del centrodestra – ma anche ahimè del centrosinistra – presenti in questo Consiglio che sperano di subentrargli. Oggi, infatti, esiste oggettivamente la vocazione di creare e confermare organismi monocratici e decisionisti fino ai confini dell’autoritarismo per cultura e ideologia politica, soprattutto da alcune parti del centrodestra (Alleanza Nazionale e Riformatori e Forza Italia). Non è questo il nostro modo di approcciare i problemi né di svolgere la funzione alta che da questo Consiglio invochiamo.

 

Non mi sorprende che non ci si sia riferiti ai costi indicati, perché sono insignificanti e non meritevoli di valutazione senza un adeguato e corrispondente soppesamento dei benefici ad essi connessi, come se i costi fossero sempre spese e non valore economico o patrimonio economico.

 

Io non sono in grado di sapere se le procedure di affidamento siano state corrette o se ci siano stati degli errori voluti o accidentali. Ciò pare parte dell’interesse di altri organismi e di altri contesti. Certo è che se c’è stata una distorsione sostanziale delle procedure e del metodo, tanto da vanificare la sostanza dell’obiettivo della Delibera del dicembre 2005, queste saranno da rivedere, rifare, e se è il caso di allontanare e chiamare a responsabilità che ha commesso l’errore.

 

Ma sono appunto aspetti diversi e non possono essere confusi né utilizzati per trasformare questo argomento in iniziativa politica contro il Presidente della Regione e la maggioranza, perché se tutto si riducesse a questo sarebbe stato troppo meschino e la nostra Regione non lo meriterebbe.

 

Da http://www.mondoibba.it/

 


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