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/ Segretario: Luigi Palmas
psvillasor | 03 Febbraio, 2009 23:00
Trovato l’accordo, fatta la legge; o meglio, l’inciucio che vede protagonisti il duo Berlusconi - Veltroni e, in men che non si dica un altro passo verso l’assalto ai principi fondamentali della democrazia.
L’accordo sullo sbarramento al 4% in vista delle elezioni europee, infatti, altro non è che una violazione del diritto dei cittadini di scegliere chi deve rappresentarli oltre ai due partiti, oramai egemonia in Italia.
Sembra che il Parlamento sia in piena crisi d’identità, è il caso di dirlo, le critiche piovono da piu’ parti, Sinistra e Destra, (se ancora di può affermare di avere, in Italia, forze politiche che possano definirsi in pieno di destra e di sinistra) pur di non abbandonare “quell’accordo” sottoscritto sottobanco per chissà poi quali interessi bipartisan, scelgono un atteggiamento che risulta essere negativo nei confronti della credibilità del parlamento, quindi del popolo, dei cittadini. Non dimentichiamo, il Parlamento è l’espressione del popolo. L’atteggiamento che negli ultimi tempi i nostri politici stanno assumendo, è quello di una radicata convinzione che tale organo abbai perso la sua prerogativa legislativa e di controllo politico del governo. E’ logico poi che prevalga, nei cittadini, uno scetticismo generale verso le istituzioni stesse. Forse, nella convinzione di far “crescere” la democrazia, il parlamento sceglie di demandare i poteri ad un bipolarismo di movimenti ( si possono definire così il Pdl e il Pd ) i compiti di controllo politico ma, quest’atteggiamento è la negazione della democrazia stessa. E’ una teoria, ma andando ben a leggere l’art. 49 della costituzione italiana, che testualmente afferma: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, risulta chiara la palese violazione di questo principio nel momento in cui si sceglie di imporre agli italiani che non condividono né il Pdl né il Pd, di scegliere un’altra opzione o schieramento politico. Da qui la mia teoria che il parlamento sia in crisi, in piena crisi d’identità e di potere. Eppure risulta evidente che la nostra carta costituzionale fornisce tutti gli elementi giuridici perché tutti i principi in essa contenuti siano rispettati. Dal 1946 ad oggi, signori, è stato tutto un crescendo di norme che, interpretando e riconoscendo lo spirito della costituzione, hanno indirizzato il nostro vivere quotidiano. E’ vero che in alcuni casi lo ha anche complicato ma, pensare di far togliere “il troppo e il vano” ostinatamente ricercato nel diritto degli italiani di scegliere chi delegare a rappresentarli, porta a disorientamento dei cittadini. Se la costituzione prevede i partiti come garanzia del pluralismo democratico, che senso ha impegnarsi fino in fondo per impedire che questo accada, consentendo a due schieramenti politici (non da tutti condivisi ) di decidere le sorti di chi non li riconosce come rappresentanti. Questo atteggiamento minaccia da vicino il parlamento, lo spoglia delle sue funzioni di organo di controllo, si sostituisce allo stesso nella determinazione della vita politica. Forse il crescendo di importanza ed i potere mediatico, riservato a due principali schieramenti politici presenti oggi in Italia, gli ha inebriati al punto tale da farli sentire al disopra di tutto e di tutti, li ha portati a dimenticare i loro precisi doveri nei confronti dello stato che sono gli stessi italiani, e ha fatto in modo di far credere a loro di potersi sostituire allo stesso. Il risultato è oggi evidente, frustrante, indisponente, shoccante e mete pericolosamente in discussione la fiducia dei cittadini nel sistema democratico.
Vi invito ad ascoltare questa dichiarazione del Segretario Riccardo Nencini.
http://www.youtube.com/PartitoSocialistaPSE
Isidoro da Cagliari | 09/02/2009, 01:09
Il PS potrebbe anche vedere la fine dopo l'inciucio della legge elettorale ma io in questi mesi ho trovato tanti giovani ( Matteo sono tra questi) che hanno grinta e capacità per poter un domani ricostruire ciò che oggi rischia di andare distrutto...ve lo assicuro (e mi rivolgo ai più senior): esiste una generazione di giovani che non si vergona (e non si vergognerà mai) di definirsi "socialista" e che è pronta a rimboccarsi le maniche...Non sarà facile visti gli ultimi due decenni di desolazione e di vuoto politico...ma noi siamo socialisti e non ci tiriamo indietro...AVANTI!
Matteo | 09/02/2009, 01:06
Vi invito a leggere "left" di questa settimana: un bell'articolo che parla della proposta di unire la sinistra progressista. Si parla anche di noi socialisti e con grande rispetto. Vengono citate frasi di Nencini e si dice chiaramente che la salvezza della sinistra in italia passa attraverso socialisti e radicali. CHi dice questo è Fava, il poilitico tanto odiato da Christian. Inoltre va detto che Migliore- ora membro della Rifondazione per la sinistra, ha parlato apertamente della necessità di coinvolgere i socialisti. Del resto ha pure parlato a SAlerno al Congresso della FGS. Capite bene quindi come la situazione sia dinamica e lasci ben sperare. Io condivido in toto quanto dice Paolo. Credo che l'unione faccia davvero la forza e che si possa superare il 7%. Per il programma: basta leggere i programmi delle varie anime che si riferiscono a quest'ampia area laica, di sinistra e non comunista: DICIAMO LE STESSE COSE! Poi è chiaro che ci possono essere differenze e discussioni, ma volete mettere con le tensioni interne che vive il PD ? Insomma: i programmi ci sono già! Io non non penso al passato, si deve dare una nuova prospettiva di ampio respiro per il socialismo in Italia. E ben vengano le iniziative volte ad unire la sinsitra non comunista. Non si può peccare di miopia in questo momento. Rimangono le mie riserve sui Verdi...credo che loro facciano parte di un movimento distinto da quello socialista. Abbiamo tratti in comune, ma il loro è un partito monotematico.
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l'accordo sullo sbarramento
FREEDOM | 09/02/2009, 01:11
io sono con i socialisti...come sempre!!!Se non si torna tra la gente a farle capire che noi socialisti non siamo dei reduci e che abbiamo forza per lottare ed idee giuste per vincere allora possiamo fondare l'associazione per la memoria del socialismo italiano senza velleità politiche.Attaccamento all'elettorato, non alla poltrona!Se si comincia così vedrete che saranno gli altri a venire a cercare noi per le alleanze e non noi a doverne elemosinare ad altri! Insieme a Matteo abbiamo redatto il documento della FGS che mirava all'unità a sinistra. Ma a parte l'obiettivo di costruire un grande cantiere della sinistra che poggi su libertà, giustizia sociale e responsabilità, c'era lo spunto decisivo a tornare a far politica...tra la gente e per la gente...con battaglie precise che interessano l'universo giovanile...questo significa per noi fare politica chiunque lo intenda in senso diverso non si permetta di chiamarsi "socialista"...Pertini, Turati, Nenni, Lombardi, Matteotti, Brodolini, Craxi, Tobagi e (molto più modestamente) i miei nonni partigiani si rivolterebbero nella tomba!