Secondo il mio punto di vista: "visto da sinistra"
psvillasor | 29 Dicembre, 2008 18:50
Secondo il mio punto di vista: “Visto da Sinistra” Si dice, e forse non a torto, che la Sinistra italiana è allo sfascio. I recenti avvenimenti, anche giuridici, che vedono coinvolti e protagonisti politici, partiti, imprenditori facenti parti o in qualche modo legati al Pd (che si definisce il partito della sinistra riformista) hanno, in alcuni, fatto accrescere i dubbi sulla reale compattezza di questo partito, in altri dato conferma dell’incoerenza che in taluni casi lo caratterizza. Non a torto (parliamoci apertamente) il leader del Pdl, lo definisce “un teatrino”; il Pd lo è dal momento in cui si dichiara riformista, liberale, democratico etc. etc. Credo che all’interno del Pd regni la confusione piu’disperata, quella che rinnega le radici, quella che ha perso l’identità e il senso d’appartenenza al partito con la p maiuscola. Questo fatto si è riversato anche sui cittadini che, non sentono piu’ il senso d’appartenenza, che non “capiscono” piu’ dove è il loro punto di riferimento politico all’interno del Pd ( e forse, oggi, anche in altri partiti). Non c’è un leader, non c’è un “trascinatore di popolo” perché le correnti si contrappongono e fanno sì che ci siano scontri all’interno che portano solo strappi, e danno alla nazione. L’ Italia oggi non ha bisogno di questo, gli italiani chiedono certezze. Gli stessi leader europei vedono la sinistra italiana allo sbando, da ultimo proprio Zapatero nei giorni scorsi ha affermato: “Qual è il punto di riferimento della sinistra italiana? 'Nei Paesi europei in cui non c'e' un grande partito socialdemocratico, la, sinistra è troppo frammentata, come in Italia. Io sono un grande fautore del pluralismo ma, quando si parla di sinistra italiana, qual è il punto di riferimento?''. Cosi si e' espresso ieri il premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero, nel corso di una conversazione informale con i corrispondenti italiani durante il tradizionale brindisi natalizio al Palazzo della Moncloa. ''In Spagna il Partito socialista ha il 44% dei voti - ha osservato il premier - abbraccia una piccola parte del centro e quasi tutta la sinistra''. Bobo Craxi, della segreteria nazionale del partito rileva come “Zapatero si occupa con toni preoccupati della sinistra italiana, perché avverte un senso di sbandamento e di crisi che non può non avere riverberi anche sulla sinistra europea”. “E’ evidente”, prosegue Craxi, “che questo stato di crisi spinge alla formazione di una reale forza ispirata al modello delle socialdemocrazie occidentali. Credo pertanto che anche di questo dovrebbe occuparsi il Pd, poiché si tratta di una prospettiva che non può non riguardarci”.“Ogni deviazione dal tema”, conclude l’esponente socialista, “trascinerà sempre più a fondo la sinistra italiana, soprattutto se rimarrà ostaggio del giustizialismo alla Di Pietro”. Tutto ciò è vero, in Italia il PS viene continuamente censurato, non ha piu’ un rappresentante il parlamento, la stampa e la Tv in piena egemonia bipolare, si guardano bene dal proporre ai cittadini le iniziative del PS, Veltroni ha detto si a Di Pietro, colui che da Magistrato 15 anni fa disse basta al Psi che da allora è andato in caduta libera, si è vero, errori ne sono stati commessi; ma come non pensare al fatto che oggi piu’ che mai ci sia bisogno in Italia di un partito socialista riformista? Come non pensare che Craxi avendo pagato per tutti quelli che non sono saltati e oggi si definiscono socialisti ma sono a destra? I numeri del partito socialista spagnolo sono a dir poco stupefacenti visti dalle nostre parti, 44% di voti, se pensiamo che alle ultime elezioni politiche in Italia il PS ha ottenuto a mala pena l’ 1% il divario è sconcertante. La nostra nazione, le nostre regioni, i nostri comuni sono oggi confrontati con numerose sfide importanti, e dinanzi a queste sfide si pongono difficoltà a: - Trovare persone disponibili a dedicare un po’ del loro tempo, o se si trova si scopre poi che alla fine avevano un “fine”.
- Perdita del sentimento d’ appartenenza da parte di numerosi cittadini in molti comuni
- Aumento della complessità dei problemi da risolvere.
Questi sono solo alcuni dei problemi con i quali la politica deve fare i conti arrivando, ove ce ne fosse bisogno, persino a rimettere in discussione il suo stesso ruolo, onde dare risposte adeguate alle esigenze dei cittadini in tempi utili per ricucire lo strappo creatosi in questi ultimi anni. Occorre dare una scossa alla ripresa del discorso sulla collaborazione e sulla politica regionale, nazionale e comunale. In questo contesto il PS deve saper cogliere l’ occasione, coglierla ed usarla per ridare progettualità e futuro ai cittadini e alle stesse istituzioni pubbliche su citate. Lo deve fare anzitutto partendo dai comuni che per loro natura sono piu’ vicino ai cittadini, lo deve fare a livello regionale e lo deve fare a livello nazionale. Con queste premesse, a mio avviso, i Socialisti devono affrontare le elezioni regionali del 14/15 Febbraio 2009 e le elezioni Europee dello stesso anno. I Socialisti devono chiedere la fiducia dei cittadini, ma lo devono fare con coerenza e serietà impegnandosi ad amministrare in maniera chiara, e aperta. Questo deve essere il vero riformismo e la vera democrazia. Poche parole, fatti per i cittadini. Di Antonella Soddu 29/12/2008
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