Soru lascia a pochi mesi dalle elezioni regionali in SARDEGNA
psvillasor | 29 Novembre, 2008 23:50
Sembrava che Soru arrivasse fino alla scadenza del suo mandato senza riservare sorprese dell’ultim’ora così non è stato; finalmente! Diranno alcuni.Proprio così, finalmente, diciamo noi, dopo cinque anni di governo Soru, si andrà alle urne anticipatamente per l’elezione del nuovo governatore della Regione Sardegna. Una data che molti sardi aspettavano da tempo e ora finalmente, è arrivato il momento della svolta. Una svolta che ad ogni modo deve essere indirizzata ad un cambiamento radicale sotto tutti i punti di vista, da quell’amministrativo a quello del modo di “gestire” i rapporti con i cittadini, con le forze politiche di maggioranza e opposizione. Si, il cambiamento deve essere destinato a mutare totalmente il “volto” di tutti gli atti attuati dall’inquietante amministrazione Soru. Non vi è minimo dubbio sul fatto che il suo sia stato un modo di amministrare, la regione, di tipo imprenditoriale, ma, lo è stato a senso unico. Un articolo apparso ieri su il sole 24ore dice : “Irpef sarda a deficit azzerato” e lo definisce: “Scontroso e politicamente corretto, liberale in economia e monopolista in politica”. E’ vero, Soru è andato via, ma non ha affermato che lascia la politica (ci ha preso gusto) è andato via, ma non è detto che lascerà la regione Sardegna nel bel mezzo della tempesta, è andato via, ma non è detto che non abbia cercato rilavorare contro gli sprechi, contro il clientelismo. Si dice ci sia stato (vedi caso saatchi) è adesso indagato dalla procura della Repubblica di Cagliari. Fino a prova contraria però è innocente, se sarà giudicato colpevole ne dovrà tener conto per un suo eventuale futuro politico. L’errore a mio avviso lo ha commesso cercando di imporci la legge staturia fatta per pochi. E’ stato lì il vero strappo con le forze politiche della sua maggioranza.Ora ha trenta giorni per ripensarci, se confermerà la sua decisione, entro sessanta giorni si andrà alle urne….Ed è allora che la sinistra dovrà presentare ai sardi la nuova sinistra, non quella che ci hanno presentato nell’ultimo periodo. Il Pd, non è stato capace di scegliere il suo segretario regionale, ad onor del vero non si capisce neanche quanti sono a livello nazionale, sono dovuti ricorrere alla magistratura. Adesso il pericolo è quello della fretta, brutta consigliera, quando si devono portare a termine dei progetti amministrativi. Sicuramente occorrerà impegnarsi in modo attivo e costruttivo indirizzando gli sforzi verso un processo di cambiamento attivo e costruttivo. Questo percorso dovrà essere caratterizzato fortemente da amministratori capaci di evolversi in un continuo processo di miglioramento rivolto al piu’ alto livello di qualità amministrativo. Credo che chi avrà il mandato per amministrare nei prossimi anni la Sardegna, non dovrà solo essere una figura o uno strumento politico di rappresentanza, ma, un elemento attivo nel processo di cambiamento e rinascita della nostra regione. A disposizione chiunque si candiderà avrà solo due possibilità:Cambiare o essere cancellati, ma con una sola variante rispetto al passato: “Il tempo”. Ciò significa che quanto non è avvenuto prima avverrà in futuro e chi sbaglierà sarà spettatore della sua stessa disfatta politica e amministrativa e con conseguente maggior danno per la Sardegna. I cambiamenti da mettere in campo dovranno essere evidenti e incisivi tali da essere percepiti dai cittadini. Si dovrà procedere verso un processo di cambiamento probabilmente carico di tensioni e sarà necessario fare in modo che non s’instaurino all’interno traumatiche parti d’eccessiva conservazione ed eccessive fughe in avanti di tipo massimalistiche, con il rischio di una paralisi. Tutti dovranno far camminare l’innovazione lasciandosi alle spalle chi si sofferma eccessivamente a discutere e a voler conservare vecchi metodi di “governo”. Occorrerà mettere in campo la sensibilità in modo da percepire per tempo uno spiraglio per tutte le problematiche. Ecco, l’obbiettivo principale dovrà essere quello di, elaborare rapidamente una strategia per dare alle Sarde risposte che siano: pronte, veloci, precise e intelligenti.
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