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Partito Socialista sezione di Villasor

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Balia il candidato del Ps alla presidenza della Regione attaca Soru: "In uomo solo al comando, la sua Giunta ha solo vietato e distrutto".

psvillasor | 17 Gennaio, 2009 19:29

Balia (Ps): sfidiamo il duopolio Pdl-Pd
 Coerenti un anno e mezzo fa, quando hanno preso le distanze dall'ex presidente Soru «per l'inaccettabile metodo di governo autoritario e centralista». Coerenti oggi, che hanno deciso di correre da soli alle elezioni di febbraio. «Noi vogliamo la collegialità, non la logica dell'uomo solo al comando». È il paradigma dei socialisti (Ps), pronti a sfidare il duopolio Pdl-Pd con liste autonome. Il candidato governatore è Peppino Balia, storico leader del partito.
Balia, una scelta sofferta?
«Sinceramente sofferta. Ma sono sicuro che la nostra coerenza sarà premiata, portiamo avanti una battaglia di civiltà. Nel panorama politico regionale, rappresentiamo la parte più importante della sinistra che fa riferimento al mondo intellettuale, alla cultura, ai disoccupati, ai marginalizzati, verso i quali abbiamo sempre dimostrato sensibilità».
Lo sbarramento al tre per cento vi spaventa?
«Un po' di preoccupazione c'è. Ma siamo confortati dalla ricchezza delle nostre idee».
Perché no a Soru?
«Non vogliamo fare il tiro al presidente uscente. Guardiamo piuttosto a questi quattro anni e mezzo di legislatura: sono stati segnati da forti compromessi».
A cosa si riferisce?
«Alla vertenza-entrate, per esempio. La Giunta ha ottenuto una quota delle spettanze (su Iva e Irpef), ma accollandosi le spese per sanità e trasporti».
La Sardegna ci perderà?
«La sanità ha costi in aumento, non so quanto il saldo risulti positivo. Ma anche nel caso in cui lo fosse, dubito sia così elevato come il centrosinistra fa credere».
Fanno propaganda?
«Ce n'è molta».
Anche sul Ppr?
«Basta un numero: col piano paesaggistico l'esecutivo Soru ha avallato la realizzazione di un milione e 300mila metri cubi. Volumi gestiti con assoluta discrezionalità attraverso le intese. Un'amministrazione non può avere le mani libere, serve il controllo del Consiglio regionale».
Che non c'è stato?
«La giunta Soru non si è attenuta a esercitare funzioni di controllo e programmazione, ma ha svolto un ruolo primario nelle decisioni, a detrimento delle autonomie locali».
Boccia il Ppr?
«Non si tratta di bocciare o meno. Il Ppr ha messo vincoli eccessivi nell'agro, incentivando lo spopolamento delle campagne. Per fermare il fenomeno, a ben vedere, non sono bastate le ristrutturazioni dei centri storici. L'ex presidente ha bloccato l'eolico, che per noi è una risorsa fondamentale nello sviluppo delle energie alternative. Il Ppr ha cancellato i diritti acquisiti di cittadini e imprese che avevano già ottenuto le concessioni edilizie. È stata fatta piazza pulita delle certezze date dal legislatore».
Il vostro progetto su quali settori poggia?
«Noi proponiamo la riconversione industriale, puntando sull'industria agroalimentare che è pulita e può fare sistema col turismo, insieme all'artigianato. Bisogna avviare serie politiche per il lavoro, all'interno del nuovo piano di rinascita. Per questo sarà fondamentale aprire a Roma il caso Sardegna. Le risorse nazionali sono irrinunciabili per rilanciare l'economia e fermare la disoccupazione in aumento. La nostra Isola ha bisogno di una vera continuità territoriale».
Riforme istituzionali.
«Sono un altro punto chiave del programma socialista: bisogna riscrivere lo Statuto, prevedere con la Statutaria una risoluzione seria ed efficace sul conflitto di interessi, va modificata la legge elettorale. La Giunta uscente ha solo cancellato, non riformato. Ha cambiato nome agli enti strumentali della Regione, e ne ha soppresso altri senza un progetto alternativo. Urge razionalizzare con un percorso credibile, non eliminare. Ugualmente sul credito: l'annunciata conferenza regionale è rimasta una dichiarazione d'intenti. Sulla sanità non mi sembra sia migliorato nulla».
ALESSANDRA CARTA

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