Blog gratis
Prezzi Libri | Risorse Gratis | Prezzi | Giochi | Registrazione Domini

Partito Socialista sezione di Villasor

Il Partito Socialista è aderente all' Internazionale Socialista e al Partito del Socialismo europeo.
I socialisti dal 1892 a oggi: una storia che prosegue da oltre cent’anni.

A Villasor il Partito Socialista c'è, da oltre cinquant' anni.

Per contattarci scrivi alla redazione al seguente indirizzo e-mail: partitosocialistavillasor@gmail.com

/ Segretario: Luigi Palmas

CRITICHE DOPO L'ANNUNCIO DELLE DIMISSIONI DI MILIA. Escluso dalle liste per le regionali?

psvillasor | 28 Dicembre, 2008 22:29

Il Pd: «Milia non verrà candidato»
Se l'ente sarà commissariato si andrà a votare a giugno
La notizia delle dimissioni di Graziano Milia ha provocato un terremoto nel gruppo del Pd.
«Ci mancava soltanto la grana Milia». Il commento che si lascia sfuggire un esponente del Pd è lo specchio di quanto sta accadendo nel Partito democratico che, in pochi giorni, si ritrova a dover gestire il dopo dimissioni del governatore della Regione seguite a breve distanza da quelle del presidente della Provincia, Graziano Milia. L'ufficializzazione arriverà domani in un consiglio provinciale che si annuncia molto caldo. Poi martedì il presidente, come dichiarato a L'Unione Sarda, depositerà le dimissioni. Da quel momento avrà venti giorni per ritirarle. Dunque entro il 19 gennaio, giusto in tempo per la chiusura (il 15) delle liste dei candidati alle elezioni regionali. I maligni sono convinti che dietro la decisione di Milia ci sia un calcolo molto preciso: attendere di verificare se il Pd lo candiderà come consigliere regionale. Un'ipotesi che dopo le dimissioni potrebbe essere davvero remota.

I COMMENTI Il giorno dopo l'annuncio di Milia («Mi dimetto, ma resto presidente della Proservice») il gruppo del Pd in consiglio provinciale è stordito come se avesse incassato un pugno da ko. C'è incredulità e disapprovazione, ma nessuno dei consiglieri vuole rilasciare alcuna dichiarazione. «Preferiamo parlare in aula lunedì, dopo aver sentito le dichiarazioni di Milia», spiega il capogruppo Massimo Pusceddu. «In questo momento ogni commento potrebbe essere inopportuno». Quello che traspare dagli ambienti del partito democratico è lo stupore: per tutti quella di Milia è una mossa sconcertante, arrivata in solitudine. E che potrebbe non portare da nessuna parte: difficilmente il Pd lo candiderà alle regionali. Insomma, dopo le dimissioni Milia potrebbe restare fuori dai giochi politici. Gli resterebbe la carica alla Proservice.

COMMISSARIO Se le dimissioni non verranno ritirate la Provincia sarà commissariata: il tempo necessario per organizzare le elezioni anticipate (la naturale scadenza del mandato è il 2010). La data sarà diversa da quella delle regionali: il primo periodo utile sarà quello tra aprile e giugno. Facile che si vada alle urne proprio a giugno, insieme alla Europee. Centrosinistra e centrodestra avranno così sei mesi per organizzare la campagna elettorale e scegliere i candidati alla presidenza. Ma anche per valutare l'esito delle regionali. Impossibile parlare di candidature. Nel centrodestra il candidato presidente potrebbe essere indicato da Forza Italia: l'ultimo è stato Mariano Delogu, sconfitto da Milia. Nel centrosinistra è tutto in alto mare e si attenderanno i risultati delle elezioni regionali. L'appuntamento elettorale potrebbe vedere protagonisti alcuni consiglieri provinciali. Si parla di Alessandro Sorgia (FI), Ricciotti Usai (Riformatori), Patrizio Buccelli (Udc) e di due assessori dell'attuale giunta Milia, Cesare Moriconi e Piero Comandini. Per ora sono soltanto voci.

L'OPPOSIZIONE Dal centrodestra intanto arrivano bordate contro il presidente dimissionario. «Dopo aver accettato di candidarsi in Provincia», commenta il capogruppo di Forza Italia, Mauro Contini, «non è accettabile lasciare per puntare a un'altra poltrona. Politicamente è un gesto corretto e trasparente: andare avanti con il giochetto della doppia carica e dell'incompatibilità era impensabile». «Un tradimento verso gli elettori», aggiunge Alessandro Sorgia (FI). «Ancora una volta», attacca Gianluca Grosso di An, «Milia preferisce parlare in altre sedi anziché in aula. Era comunque la conclusione logica per salvare la faccia almeno dal punto di vista istituzionale». Critiche anche da Rifondazione Comunista: «Si doveva arrivare a fine mandato», spiega Ignazio Tolu, «per portare a termine i diversi progetti avviati. Invece i problemi interni al Pd hanno provocato la crisi. La responsabilità è tutta del Pd e di Milia».

MATTEO VERCELLI
  (fonte l'Unione Sarda)

Articoli Correlati:

Commenti

Aggiungi un commento

 authimage
 
Accessible and Valid XHTML 1.0 Strict and CSS
Powered by LifeType - Design by BalearWeb, Blog