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Partito Socialista sezione di Villasor

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/ Segretario: Luigi Palmas

LA SCELTA DEL PARTITO SOCIALISTA IL 15-16 FEBBRAIO 2009

psvillasor | 28 Gennaio, 2009 20:22

 

di Antonella Soddu

 Uno degli impegni del Partito Socialista nel prossimo Consiglio Regionale è progettare il futuro, il cambiamento dei modi di interpretare la cosa pubblica, dando spazio alle idee e alle proposte di tutti per costruire l’avvenire.  Il Partito Socialista si batterà contro la gestione clientelare della cosa pubblica. Lo farà soprattutto per il futuro delle nuove generazioni in Sardegna.  Lo farà a livello nazionale, regionale e locale. Il Partito Socialista è l’unico Partito della sinistra riformista coerente rimasto in Italia. La storia socialista nel nostro Paese non è finita, come vorrebbero i padroni del vapore. Tutt’altro, è viva e vegeta, come in tutta Europa, volenti o nolenti.Un’attenta analisi ci porta ad affermare che l’incessante lavoro messo in campo possa consentirci di affermare che stiamo avviandoci verso la rinascita piu’completa del Partito Socialista. Molti giovani, vedi i candidati in queste elezioni, in tutte le liste presentate, regionale e provinciali, hanno un’età media di 34 anni. La statistica assicura che avrebbero potuto scegliere di entrare a far parte di quella grande compagnia del Pd o del Pdl, oggi considerati " la moda" della Politica, perchè grazie agli organi di stampa e della televisione, molto parziali e sicuramente settari, di loro esclusiva proprietà, sono sulla cresta dell'onda, un pò come i Jeans di marca. Ma I nostri giovani non hanno seguito la moda, le apparenze e tutto quant’altro ruota intorno alle cose che nascono oggi e finiscono domani, hanno scelto di aderire alla storia e ai programmi della democrazia e della libertà del Socialismo Italiano.Crediamo sia importante, anche a livello locale, che i giovani si avvicinino alla politica attiva, quella con la P maiuscola, perché, diciamola tutta, oggi sentiamo che i giovani non sono sufficientemente coinvolti, sono tirati in ballo ma non coinvolti. Le politiche giovanili troppo spesso vengono, a nostro avviso a torto, improntate a combattere gravi problemi esistenziali, che pur non vanno messi a tacere. La maggior parte soffre della grave mancanza di lavoro, della sempre piu’ crescente minaccia del precariato. I dati dell’Istat del 2008 riguardanti la disoccupazione e la povertà in Sardegna sono preoccupanti, eccoli: Famiglie povere: + 7,4% rispetto al 2008.Nel 2009 il numero delle famiglie che si collocano di sotto la linea della povertà, ammonta al 22,9% (150.930) del totale (689.085). Nel 2003 la percentuale era del 13,1, nel 2004 del 15,4.  Tradotto in numeri significa che 377.000 sardi sono in condizione di povertà.Il governo Soru ha contribuito, anche con molto di suo, a far aumentare del 7,4% il numero dei poveri della Sardegna. Con un’aggravante: che quando in Consiglio segnalavamo quest’emergenza, Soru non sentiva, non vedeva e non parlava mentre la Giunta faceva spallucce e pensavano a stanziare 130 milioni di euro per il museo Betile. Disoccupati: assegni per la disoccupazione in aumento del 45% in due anni. Al terzo trimestre 2008 la disoccupazione in Sardegna è pari al 10,8%, con una crescita rispetto l’anno precedente del 2,1%. Il dato degli occupati rivela un +3.000 unità rispetto allo stesso trimestre del 2007, ma si registra un calo di oltre 5.000 unità nell’ambito del lavoro dipendente, con un crollo del settore industriale (-21 mila addetti, di cui ben 16.800 dipendenti) sia nella comparto manifatturiero, sia nelle costruzioni). In buona sostanza, il nuovo lavoro creato è lavoro precario, un vero contrappasso per chi cinque anni fa gridava di non volere un popolo di camerieri (oggi dice di giardinieri): il tasso d’irregolarità, è del 17,8%, mentre il part-time raggiunge la percentuale del 9,1% rispetto ai dipendenti totali.
Dal 2006 al 2008 gli assegni per la disoccupazione sono aumentati del 45%.
Dal 2006 al 2008 gli addetti in cassa integrazione speciale sono aumentati di cinque volte: sono passati da 309 a 1.567.
Pensioni e assegniIn Sardegna ci sono 442.608 pensionati. La pensione media è di 614,22. Migliaia di persone vivono con un reddito insufficiente, sicuramente sotto la soglia della povertà
relativa calcolata in 970,34 euro mensili per due componenti.
 Il valore medio mensile delle pensioni sarde è stato nel 2008 di 614,22 euro. A titolo d’esempio, l’importo medio mensile delle pensioni e assegni sociali è stato di 318,34; l’importo medio mensile delle pensioni ai superstiti di 486,14; l’importo medio mensile delle pensioni di vecchiaia di 880,13. L’indennità dei lavoratori in mobilità è inizialmente di poco meno di 1.000 euro/mese; mentre per i lavoratori in mobilità in deroga il primo anno è di 780 euro/mese circa, poi 430 euro mensili. Mentre i lavoratori socialmente utili hanno un’indennità di 513 euro/mese circa. I lavoratori in CIGS e CIGS IN DEROGA hanno un’indennità di primo anno tra 998 e 830 euro, dal secondo anno rispettivamente 658 euro e 547 euro. Dove stanno i frutti delle politiche per il lavoro?  Si dice che il lavoro rappresenta la garanzia minima per la libertà di ciascuna persona, ma oggi non lo è piu’, o meglio,  non si trova una giusta svolta per far sì che questo concetto sia rispettato. E’ una situazione comune a tutti i paesi della Sardegna, la quale non è diversa neanche a Villasor. Infatti, a fronte di una popolazione di circa 7.000 abitanti, i disoccupati rappresentano il 24% della popolazione attiva.  La crisi del comparto agricolo ha investito anche Villasor  che era considerata una cittadina economicamente “ben messa”, la chiusura dello zuccherificio ha fatto il resto. Per diversi anni a Villasor l’area agricola intorno allo stabilimento dello zuccherificio è stata utilizzata per la produzione  bieticola-saccarifera, l’impegno degli operatori del comparto agricolo è stato ampio e tutti hanno raggiunto una notevole esperienza nella coltivazione della barbabietola da zucchero.Poi, con le direttive comunitarie e l’intervento di Alemanno, Ministro del precedente Governo Berlusconi, che hanno stabilito che la produzione di zucchero in Italia fosse dimezzata e che si rinunciasse alla coltivazione del 50% degli ettari normalmente occupati dalla barbabietola da zucchero, le quattro società industriali dello zucchero hanno deciso che rimanessero in funzione soltanto 6 impianti dei 19.  Tutti ci sono risvegliati da un sogno bellissimo, ci hanno detto, alt!, non può continuare. Il bello è che, durante una sua visita a Villasor nel 2004 (esattamente il 9/12/2004), lo stesso Soru, accompagnato dall’Assessore all’industria Concetta Rau , disse:Acqua troppo cara, consorzi carissimi, ci metteremo mano. Ma lo zuccherificio va tenuto aperto.
“La Regione – ha detto – è interessata al rilancio dell’agricoltura che deve maggiormente pesare nell’economia della Sardegna, e in questo contesto è interessata al consolidamento della superficie coltivata a bietole nell’Isola, sino ad un livello, in prospettiva, di 6.000/7.000 ettari”.
Renato Soru ha sottolineato come, per il raggiungimento di tale obiettivo, sia indispensabile l’impegno e lo sforzo responsabile di tutte le componenti la filiera.
Ha, in particolare, riconfermato l’impegno perché sia certa la disponibilità delle risorse idriche necessarie alla bieticoltura; e perché, durante l’attesa degli interventi strutturali che possano ricondurre ad efficienza la loro gestione ed evitare l’addebito di costi impropri al sistema agricolo, il costo totale dell’acqua destinata alle bietole non sia superiore a 370 € per ettaro.
Tali impegni sono stati assunti con l’obiettivo – ribadito da Renato Soru e dai dirigenti dello stabilimento in nome del Gruppo Sadam – di salvaguardare la realtà industriale dello zuccherificio e, con esso, il futuro della filiera bieticolo-saccarifera regionale.I dirigenti dello zuccherificio hanno riconfermato davanti al Presidente Soru e all’Assessore Rau, e davanti ai rappresentanti dei bieticoltori, la volontà di conservare la presenza industriale in Sardegna, che, in futuro, potrà contare su nuovi investimenti sia di carattere impiantistico sia nel settore della ricerca.” Eppure, oggi, lo zuccherificio è chiuso,  i lavori di demolizione proseguono,  e gli operai stanno ancora aspettando risposte precise. Di questo, il candidato a Governatore Soru, avrebbe dovuto parlarci durante il suo tour elettorale a Villasor, non lo ha fatto.  Tutto ci sembra incoerente come è incoerente la politica del Pd .In tutto questo discorso dove si collocano le problematiche giovanili?   Ce lo dobbiamo ancora chiedere?Noi scegliamo di fare della coerenza politica  una via verso la progettazione del futuro. I Socialisti vogliono partecipare attivamente alla vita comunale, regionale e nazionale con forme diverse ma anche con intenzioni finalizzate a una maggiore giustizia sociale, a far crescere l’ economia e il benessere di tutti e non solo di alcuni, a una maggiore attenzione ambientale e a una ampia partecipazione di tutti i cittadini. 


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Commenti

Re: LA SCELTA DEL PARTITO SOCIALISTA IL 15-16 FEBBRAIO 2009

Pino | 01/02/2009, 00:22

Io non credo che l'attuale riforma possa portere bene a lungo a questi due "grand" schieramenti politici. No, per il semplice motivo che lgi accordi sottobanco alla fine finiscono col danneggiare chi li fa.

Re: LA SCELTA DEL PARTITO SOCIALISTA IL 15-16 FEBBRAIO 2009

anto | 01/02/2009, 00:18

mio caro, una cosa è il PSI, un'altra è il PS.....e non èsolo questione di sigle!

coerenza?

Evergreen | 29/01/2009, 03:02

Beh, mi spiace contraddirti Antonè, ma io non capisco come mai, se siete davvero coerenti, il PS è a sinistra, mentre c'è il nuovo PSI alleato con la Democrazia Cristiana (e voi siete laici coerenti?).
Con affetto,
Paolo.

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